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Bad Moon Rising!

Maggio 8, 2008

Ecco, come al solito la serata non è delle migliori, il tempo è orrendamente osceno e ci tocca rimanere a casa ad ascoltare e guardare capolavori di un tempo che fu. Oggi condivido con voi (voi? magari sta cuntu sulu) una classico dei Creendence Clearwater Revival e cioè Bad Moon Rising!

Dont go around tonight,
Well, its bound to take your life,
Theres a bad moon on the rise

PS: Notevole la capigliatura!

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Vinci Wanted con Screenweek

Maggio 8, 2008

Oggi vi segnaliamo un interessante iniziativa di Screenweek che sul suo blog monotematico di Wanted mette in palio una fantastica maglietta con il logo del film che uscirà a Luglio nelle sale italiana e un borsa porta computer.

Correte e partecipate al concorso, i posti disponibili per ricevere il premio si stanno, chiaramente, esaurendo.

Enjoy!

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Oscar 2008, IMHO!

Febbraio 23, 2008

Domani notte è la grande notte. Non si sa perché tutti i cinefili aspettino la notte degli Oscar come se fosse Dio in persone ad assegnare i premi, fatto sta che, nonostante i precedenti che non sono certo felicissimi, basti guardare che Morricone, Scorsese e “gentaglia” varia ha dovuto faticare una vita e sfornare capolavori di continuo per meritarsi una statuetta che poi, almeno per Scorsese visto che Morricone ha ricevuto il premio alla carriera, è arrivata con una delle opere non certo delle migliori (confrontata alle altre, si intende). Insomma, a parte questa innata religiosa devozione che c’è nei confronti degli Oscar e a parte il fatto che, inspiegabilmente, anche io, che spesso non ho condiviso totalmente le loro scelte, non aspetto altro che di vedere chi trionferà cerchiamo di pronosticare al meglio delle nostre capacità cinefile e sopratutto interpretative, dico questo perché l’Accademy va solo interpretata nel modo giusto, basti guardare che da ottantanni non hanno mai svirgolato in temi di gusti e di generi da premiare.

Miglior Film: In gara per il premio più ambito dell’anno cinematografico hollywoodiano abbiamo cinque pellicole (ma io ne ho viste solo 4, domandate alla FOX il perché!) apparentemente tutte valide. Juno, commedia di una giovane ragazza rimasta incinta; Michael Clayton, un thriller politico-economico sulle grandi multinazionali e i loro sotterfugi; Il Petroliere, un dramma di un padre, cercatore di petrolio, che definiamo, con un eufemismo, egoista; Non è un Paese per Vecchi, un altro thriller ambientato nel Texas odierno e in fine Espiazione, un drama profondo e toccante sull’amore.

Senza dilungarmi potrei dire che, a mio modesto avviso, il totale favorito è Non è un Paese per Vecchi. Un film eccezionale, profondo e visivamente impeccabile che tocca e suscita le emozioni dello spettatore in maniera continua, illustra la società e il mondo odierno come una giungla dove l’interesse personale è tutto e dove il male, come spesso accade, trionfa sul bene. Assodato il fatto che, se fosse per me, il film dei fratelli Coen sarebbe già stato premiato bisogna però passare ad analizzare quello che passa nella testa dell’accademy. Non voglio dire che il film dei Coen non vincerà sicuramente, perché, rispetto agli scorsi anni e alle pellicole precedentemente in corsa per questo premio, il film del duo non è certo il più stupido. Ma la cosa che in realtà mi preoccupa, come ho detto in precedenza, è l’interpretazione contorta della giuria. A mio avviso, ripassando un po’ i vecchi vincitori scelti, il nome più ovvio che mi viene da considerare come vincitore è Il Pertoliere. Sincermanete non so di preciso il motivo per cui questa pellicola mi si presenta davanti come la preferita dell’accademy, ma indubbiamente, posso dire, che presenta quei tratti cinici tanto adorati e tanto lodati alla cerimonia del Kodak Theatre (prendi la sorprendente vittoria di Crash su Brokeback Mountain o la meno soprendente, ma valida, vittoria di The Departed su Babel o su Lettere da Iwo Jima).

Insomma, concludendo sconclusionatamente, direi questo:

Miglior Film, per me: Non è un Paser per Vecchi

Miglior Film, per l’Accademy: Il Petroliere

Miglior Regia: Ora, io non sono un esperto di tecniche registiche, ma posso sicuramente affermare che in questo caso non esista competizione. I film in gara sono: Non è un Paese per Vecchi (regia dei Fratelli Coen), Lo Scafandro e la Farfalla (Regia di Julian Schnabel), Il Petroliere (Regia di Paul Thomas Anderson), Juno (Regia di Jason Reitman) e Michael Clayton (Regia di Tony Gilroy). Senza dire troppo posso dare, quasi per certo, il fatto che i Fratelli Coen, in questa categoria avranno ben pochi rivali. Quindi:

Miglior Regia, per me e per l’Accademy: I Fratelli Coen per Non è un Paese per Vecchi

Miglior Attore-Attrice Protagonista-Non Protagonista: Anche in questo caso le certezze non sono rare, non ci sono dubbi sul fatto che come Miglior Attore Protagonista trionferà Daniel Day-Lewis (Il Petroliere), sul fatto che come Miglior Attrice Protagonista trionferà Marion Cotillard (La Vie en Rose)  e sul fatto che come Miglior Attrice Non Protagonista trionferà Cate Blanchett (Io Non Sono Qui) in merito al premio di Miglior Attore non Protagonista c’è da scervellarsi parecchio. Abbiamo in corsa: Casey Affleck (L’Assassinio di Jesse James), Javier Bardem (Non è un Paese per Vecchi), Philip Seymour Hoffman (La Guerra di Charlie Wilson), Hal Holbrook (Into the Wild) e Tom Wilkinson (Michael Clayton). Ora io ho adorato tutte quante queste performance in maniera quasi uguale, a parte quella di Philip Seymour Hoffman che non mi è sembrata eccelsa come quella che butto fuori in Capote (gli valse un Oscar). Decidere quindi è abbastanza difficile, dovendo mietere un po’, con ogni probabilità toglierei dalla corsa Casey Affleck, davvero magnifico ma non ai livello degli altri, e Hall Holbrook, spaventosamente reale nel ruolo del povero vecchio bisognoso di famiglia in Into The Wild. Detto questo, quindi, rimangono Tom Wilkinson, davvero magnifico e Javier Bardem, un qualcosa di sovrumano. Mettendo forzatamente da parte tutta la mia sempre-presente soggettività posso concludere che il premio andrà, con buonissime probabilità a Javier Bardem, che obbiettivamente parlando è stato perfetto in ogni singolo attimo nel film diretto dai fratelli Coen.

Insomma:

Miglior Attore Protagonista: Daniel Day-Lewis

Miglior Attrice Protagonista: Marion Cotillard

Miglior Attore Non Protagonista: Javier Bardem

Miglior Attrice Non Protagonista: Cate Blanchett

Vedremo Domenica notte se avrò indovinato qualcosa o se, come è successo negli ultimi due anni, avrò toppato magnificamente.

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Sono Salentino!

Febbraio 19, 2008

Oggi un mio caro amico, si chiama Claudio (egocentricu..), mi ha inviato questa stupenda lista di attributi e qualità uniche ed esclusive dei Salentini. Ovviamente, la prima qualità di noi tutti è l’amore per la nostra terra, cosa che, ovviamente (e mi ripeto), mi spinge a mettere questa lista su questo blog semisconosciuto al mondo, pur sapendo che la leggeranno si e no una decina di persone.

· sei salentino se pur non avendo un lavoro e un euro in tasca offri il caffè al bar ai tuoi amici!
· sei salentino quando ti lamenti sempre della tua città e quando sei fuori la vanti come se fosse il paese delle meraviglie!!!
· sei salentino se quando vivi fuori, almeno 1 volta al mese ricevi il pacco che ti manda tua madre da giù con tutte le cose tipiche!
· sei salentino se ami la tua terra e ti fai le vacanze nei tuoi posti di mare
· sei salentino se, pur vivendo al Nord da dieci anni, non hai perso una virgola del tuo meraviglioso accento!!( puru ca tutti te pijiane pe culu!)

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Non è tempo per noi…

Gennaio 17, 2008

Non posso negare che questa canzone sia una delle mie preferite di Ligabue. Non è certo raro trovare una canzone di Liga che racconta qualcosa di vero, qualcosa di sentito, qualcosa di vissuto sulla propria pelle, ma in questo caso, con questa canzone, credo che molti degli alti livelli raggiunti con altre “poesie musicali” della musica italiana siano stati largamente abbattuti. Una canzone di emozioni e di vita nella quale, sicuramente, moltissimi di noi si riconoscono. Basti sentire l’inizio: “Ci hanno concesso solo una vita, soddisfatti o no, qua non rimborsano mai…” insomma, non credo che ci sia nulla da commentare su questo pensiero, una cosa vera raccontata, come suo solito, con delle parole maledettamente espressive. Non lo so, in tutta onestà, il perché di questo post, ma ascoltando e riascoltando questa cazone mi son detto: “merita almeno due parole, anche senza senso, senza significato per gli altri che leggeranno, se leggeranno, ma le merita!”. Ovviamente, non voglio fare un’analisi insensata della canzone, non servirebbe, perché ognuno concepisce un qualcosa in modo diverso, per me potrebbe indicare il malinconico desiderio restio dell’uomo triste che cerca rifugio fuori dal mondo in diversi modi, vestendo in modo diverso, pensando fuori dal coro…. Insomma, a chi non conosce la canzone, è palese il mio invito ad ascoltarla bene e sono certo che troverete qualcosa che rispecchia il vostro ego oscuro…

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Una Leggendaria Delusione!

Gennaio 11, 2008

Prima di tutto ci tengo a dire che il libro non l’ho completato, ancora, ma sono rimasto profondamente deluso (eufemismo) dal film. Ok, io sono convinto che Smith sia un attore eccellente in alcuni casi (vedi La Ricerca della Felicità) ma sono tanto poco coerente con le mie idee da ricredermi e giudicarlo decisamente fiacco in questo storipio-adattamento del libro di Matheson. Prima di tutto non so da dove sia nata l’idea di rendere i vampiri da “vampiri” a belve da circo, ma a parte questo (lo si capiva dal trailer) non riesco per niente a spiegarmi i comportamenti e l’evolversi di determinate situazioni del film. Situazioni come “il salvataggio” (non dico altro per non spoilerare) verso i tre quarti del film e la trappola con il manichino che spero vivamente non sia stata costruita ne da Nevile (perché dimenticarsi di una cosa del genere è decisamente impossibile, anche con lo stress e la fatica che doveva sopportare lui) ne dai vampiri (cosa improbabilissima visto che sono belve e nulla più) sono la massima espressione della non-curanza dei dettagli narrativi di questo film che è incentrato, principalmente, sugli effetti visivi che per altro non sono maluccio se si parla di scenografia catastrofiche ma che sono imbarazzanti riguardo alle creature, che come vi ho detto, sono circensi.
Insomma è difficile trovare un punto favorevole a sto film, neanche il regista è al suo agio con questa pellicola lo si vede da quei pessimi spunti horror che ogni tanto tira fuori dopo aver utilizzato un metodo di ripresa principalmente anonimo e assente.

Cioè, ma cosa hanno combinato? Spero vivamente che il sequel, semmai ci sarà, sia affidato a tutt’altre mani e che il dvd di questo film esca sotto il titolo: Io Potevo Essere Leggenda.

Che deusione!

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Devilman, Grande Uomo Diavolo!

Gennaio 11, 2008

Non che conosca alla perfezione questo cartone animato, ma ricordo che da bimbetto aspettavo la sigla, ogni santo giorno, piazzato di fronte a telenorba! Mi pare giusto, visto che è passato un bel po’ di tempo dall’ultimo post, farvi gustare questa stupenda sigla. Grandi i Cavalieri del Re!

Ecco il Testo:

Deeheeeeheeevilman.
La sull’Himalaya, nella fredda notte buia
misteriosi riti di sacralità.
Si sciolgono le nevi si radunano anche gli avi
infernal sacrificio ci sarà.
Dopo un lungo sonno si alzerà
chi dovrà regnare sull’umanità…

Devilman, grande uomo diavolo;
Devilman, principe del brivido;
Dominare il mondo vuoi con la malvaggità
Devilman, sarà un inferno, devilman,
per questo mondo.
Devilman, grande uomo diavolo;
Devilman, dall’inferno libero;
come un angioletto su nel cielo volerai
se ti innamorerai.

Devilman, devilman, Devilman, devilman..

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Marketing, quel grande sconosciuto!

Novembre 28, 2007

Prima di iniziare a dire qualcosa voglio precisare, a voi lettori, che durante il mio brevissimo intervento con ogni probabilità dirò qualche stupidagine o qualcosa imprecisa, ma con questo non voglio giustificare eventuali proteste, voglio solo mettere in chiaro che non mi sono documentato a dovere in merito a questo discorso ma esprimo solamente le mia opinione in merito al modo, detto semplicemente, di pubblicizzare il cinema in Italia da parte delle grandi major, due tra tutte la 20th Century Fox e la Warner Bros (le italiane, si intende!).

Se state leggendo, se magari siete leggermente appassionati o se avete semplicemente un interesse rivolto al mondo del cinema e spendete qualche minuto del vostro tempo a informarvi sull’andamento dei film, sulla qualità della produzione e sopratutto sugli incassi che si registrano in Italia sicuramente, nelle vostro pensiero più inconscio, vi sarete chiesti come mai nel nostro “bellissimo” paese i film non incassano mai una cifra decente o quantomeno paragonabile a quella degli altri paesi europei che contano, più o meno, lo stesso numero di abitanti. Precisiamo che nel mio discorso non rientrano i cinepanettoni che da più di un decennio incassano soldoni proprio perché, oramai, sono parte della cultura natalizia di noi italiani.

Io parlo di pellicole fantastiche, di blockbusters si capisce, che in Germania, in Francia, in Spagna e in Inghilterra incassano a volte più del doppio, se non del triplo, che incassano in Italia. Ora, quello che mi chiedo è Come mai? Be’, credo che la risposta sia lampante e piuttosto patetica per certi versi. Come si può attuare una politica di marketing così stupida in un paese che ha nel sangue il cinema, in un paese che inziando dal neorealismo sino ai grandi capolavori, anche di genere, degli anni ‘80 rappresentava uno dei pilastri della cinematografia mondiale? Come possono la Warner Bros. Italia e la 20th Century Fox Italia circoscrivere la campagna di pubblicizzazione di un film alla sola settimana prima dell’evento? Io di certo non ho risposte a questa domanda, ma di continuo cerco di spiegarmi il motivo, il perché, un film come Live Free or Die Hard (ed è solo uno dei tanti) in Italia incassi neanche 4 Milioni e in Germania arriva a guadagnare anche più di 25 Milioni? Ovviamente la spiegazione più veloce che mi viene in mente è semplice: I tedeschi sanno come creare l’hype intorno a un film, gli italiano no! Una campagna pubblicitaria ben congegnata, un imponente dose di spot tv, di cartelloni, di trailer, di promo e di articoli permetterebbero certamente ai film di incassare cifre stratosferiche ma sopratutto esorterebbero questo popolo di “stanchi” ad andare nelle sale e a controbbuire alla crescita di quest’arte di quest’industria anche nel nostro paese. Quello che a me interesse, e che dovrebbe interessare un po’ tutti gli appassionati di cinema, non sono i soldi che una major guardagna ma i soldi che quella major potrebbe investire in nuovi progetti, in nuovi talenti, in nuove idee (che come tutti sappiamo nel nostro paese scarseggiano da un bel po di tempo). Quindi, come mai queste due grandi case non scelgono di attuare una politica di pubblicizzazione più fitta più quantitativa?

Ovviamente le mie parole sono parole spese, parole che non conseguono un fine, ma è certo che se alcune politiche interne di alcune case di distribuzione continuino a vietare la diffusione di materiale promozionale, come trailer e poster, sulla rete e quindi rinuncino di conseguenza a un po’ di pubblicità del tutto gratuita, rinuncino alla pubblicità interattiva che è senza dubbio quella più redditizia l’hype intorno ai film per il grande pubblico rimarrà basso almeno quanto i pochi spiccioli che porteranno nelle loro tasche.

Stefano

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The Lion Sleep Tonight

Ottobre 18, 2007

A-weema-weh, A-weema-weh,A-weema-weh,A-weema-weh, A-weema-weh,A-weema-weh

Ecco l’uomo che amo di più al mondo.. ci ha regalato un HIT pazzesca, magari era drogato ubriaco quando l’ha fatta ma l’ha fatta… dico grazie con tutto il cuore a questa persona! che sia accolta in paradiso! Altro che vasco rossi!

Nella giungla, l’immensa giungla il leone dorme stanotte (2 volte),Vicino al villaggio, al tranquillo villaggio, il leone dorme stanotte (2 volte),Calma tesoro, non temere tesoro, il leone sta dormendo stanotte (2 volte)

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La notte riparatrice!

Ottobre 9, 2007

Se siete universitari sapete di cosa sto parlando! Sicuramente sarà capitato a tutti voi di dormire una notte per poche ore, poi il pomeriggio seguente al ritorno dalle lezioni vi coricate per recuperare un po’ di sono e finisce che dormite per 4 ore. Il bello di questa faida tra uomo e sonno è che, nella maggior parte dei casi, si rischia di non prendere sono la notte (almeno a me capita così) sino a che non si sono fatte le 4 o nel peggiore dei casi le 5 passate. Ora, è più che scontato che se mi addormento alle cinque, con poco più di 6 ore di sonno su 28-30 ore, finisce che mi sveglio alle 3 di pomeriggio con la sveglia che strilla da circa quattro ore. Quindi, per evitare questa disarmante e distruttiva situazione, che oltre a farti perdere una giornata di università ti compromette tutte le notti seguenti. Infatti è inutile sottolineare che se ti svegli alle 3 delletto.jpg pomeriggio sicuramente prima delle 4 non chiuderai occhio. Ecco quindi che qualche buona mente ha inventato la notte riparatrice che non è altro che una notte in bianco, cioè una notte senza sonno. Voi, se non avete sperimentato questa tecnica sicuramente starete pensando: Ah però! non è male come tecnica, recuperi la normale linea di vita quotidiana con un piccolo sacrificio trascurabile. Ma è qua che nasce l’errore, è tutt’altro che trascurabile il sacrificio, perchè se anche la notte la passi tranquillo, leggendo un libro, guardando un film, bevendo caffè il giorno poi dovrai tirare i conti con quella che io chiamo “ira da sonno“, sicuramente è una patologia molto chiara a tutti coloro che per un motivo o per un altro devono rimandare una sana e tranquilla dormita. I primi accenni dell’ira da sonno si fanno sentire appena l’orologgio scocca le 6, 6.30. Il primo sintomo, almeno per me, è la totale insopportazione della materia, con materia intendo il pigiama, i vestiti, il bicchiere, l’asciugamano, lo spazzolino, le scarpe, lo zaino, la penna, insomma tutto ciò che pur essendo inanimato e innoquo inizia a starti tremendamente sulle palle. Successivamente, verso le 8, arriva la fase critica che è la fase “Autobus”. Beh, sulla fase autobus ci sarebbe da scrivere un tema bello lungo, ma vi risparmio questo strazio, lasciandovi immaginare cosa si può provare in un autobus che porta cira 100 persone, di cui almeno il 50% occupa lo stesso spazio dell’altro 50%, una sorta di fusione, di miscuglio, facilitato anche dall’eccessiva sudorazione di alcuni passeggeri. Una volta superata questa fase arriva la parte davvero dura, e cioè quella di mantenersi sveglio per tutta la durata delle lezioni. Un impresa praticamente impossibile, specie se dovrai seguire un vecchio ottantenne che cerca di spiegare Analisi II, quando non ha neanche la forza per premere il pulsante di SOS Beghelli. Ma va tutto bene, siamo giovani e quindi possiamo sopportare, reprimere la voglia di urlare le più colorite imprecazioni verso il nostro caro docente. Passando avanti e sorvolando su tutte le varie situazioni che si creano nell’arco della giornata, come per esempio… beh, credo che sia meglio sorvolare non si sa mai chi possa arrivare a leggere questo blog. Facciamo che con una forza di volontà paragonabile alla massa di giove riusciamo a superare la fase “Università”, cosa ci resta? Ma è ovvio, resta la parte più atroce della giornata e cioè quella di restare svegli sino alle 11! Ovviamente, anche in questo caso le situazioni che si vengono a creare solo le più imbarazzanti possibili, dal dormire a occhi aperti (e vi assicuro che è una cosa orrenda) a dormire sul cesso, dal rifare il letto 16 volte a sfarlo altre 16. Insomma, una serie di fai e sfai che ti porterà a ragiungere la fatidica ora, le 23.00, tu sei felice, ti aspetta una sana dormita, un meritatissimo riposo e cosa succere? Niente, perchè neanche fai in tempo a pensare che già dormi beato.