
Ratatouille
Giugno 28, 2008
Remy è un topo di campagna che ha un talento particolare, ha un olfatto straordinario e un talento naturale per la cucina. Dopo varie disavventure si ritrova d’un tratto a Parigi, la città del buon gusto culinario, e qui, insieme al suo nuovo amico, un umano di nome Linguini, inizierà la sua avventura da chef.
Ratatoiulle è senza dubbio uno dei film d’animazione più interessanti degli ultimi tempi. Se da una parte c’è la Pixar con la sua qualità tecnica ineccepibile e dall’altra uno sceneggiatore (e co-regista) come Brad Bird (Gli Incredibili), il risultato non può essere che eccellente. Un film trasportante, divertente, straordinario, dosato e magicamente stupefacente sotto ogni punto di vista. Remy, con la sua ricerca della felicità, della pace, dell’equilibrio tra famiglia e interesse, è un esempio vivido di come, in sostanza, non è il successo e la fama che contano ma conta la voglia di e la passione di fare quello che si ama fare e lo stare bene con se stessi e con chi si ha intorno. Ratatouille è una ventata di freschezza che spazza via facilmente i brutti ricordi di orrendi sequel (Shrek 3) e di pellicole ambiziose ma poco convincenti (Bee Movie). Ratatouille è senza dubbio alla stregua di Mosters & Co, di Toy Story, de L’Era Glaciale, de Alla Ricerca di Nemo e di altri titoli che hanno fatto del genere animato uno dei generi prediletti da tutto il pubblico appassionato di cinema.
Poi, come già detto in precedenza, quando a lavorare sull’aspetto tecnico c’è una casa come la Pixar sulla qualità dell’animazione c’è sempre da stare più che sicuri. Risultati sempre sorprendenti e foto-realismo che, in certe situazioni, raggiunge apici a dir poco strabilianti. Ovviamente, gustare un capolavoro del genere in Blu Ray Disc non può far altro che accrescere la passione e l’amore per opere di questo calibro.
Ratatouille è in assoluto un film da non evitare, è un film da recuperare, guardare e riguardare cercando di non farsi sfuggire la magia, l’atmosfera e la spettacolarità della sua totale completezza.
Stefano Monteduro