
Ultimatum alla Terra (1951)
Giugno 27, 2008
Siamo nel dopoguerra, la terra vive i suoi conflitti internazionali, la Russia e gli States sono in piena guarra fredda. Ma un giorno, accade un evento inaspettato, un “aereo astrale” arriva in quel di Washington e da esso scendono un essere umanoide e una creatura robotica (l’Automa) con poteri straordinari (riduce al nulla le cose colpendole con un raggio visivo). L’essere è venuto sulla terra per avvertire l’umanità che se la stupidità delle guerre non cesserà saranno costretti a distruggere il pianeta…
Ovviamente, di un film di quasi 60 anni fa, non ci si può aspettare tanto sotto l’aspetto visivo. Motivo questo che porta le attenzioni dello spettatore su tutt’altro argomento e su tutt’altro plot.
Probabilmente, come per molti altri lavori di quei periodi, le finalità principali di un film non erano quelle di intrattenere semplicemente, si mirava a catturare l’attenzione del pubblico in maniera intelligente e, per certi versi, in maniera recriminatoria. Sono più che frequenti i riferimenti alla stupidità delle guerre, all’inutilità delle organizzazioni nazionali che, nei momenti cruciali, risultano inutili, alla testardagine delle potenze, ai pericoli del progresso tecnologico (atomico in questo caso), al riserbo e alla quasi divinità che scaturiva dalla figura del presidente e degli uomoni di potere (la differenza tra il presidente degli USA in Ultimatum alla Terra e il presidente degli USA in Independence Day è profonda e molto riconoscibile). Insomma, un groviglio di “stupidità” (termine usato nel film da protagonista per descrivere i vari problemi internazionali che caratterizzano il pianeta), che è intelligentemente accostato a una storia fantascientifica che diluisce il tutto per un pubblico più d’azione e di spettacolo.
Il film però, alla fine dei conti, non può essere assolutamente considerato com un film d’azione, quanto mai lo si può considerare fantascientifico per i pretesti sui quali si basa, ma di azione c’è veramente poco (anzi, escludendo l’arrivo iniziale e la rappresaglia militare che ne consegue, non c’è altro di “movimentato”).
Il finale, davvero audace per il semplice fatto che fa apparire i terrestri come un popolo di primitivi, nasconde comunque una certa fobia nei confronti del progresso tecnologico, infatti, se da un lato gli altri popoli degli altri mondi erano vigilati da questi Automi che “attaccano solo se attaccati” e che quindi garantivano uno stato di pace duraturo, vivevano comunque in uno stato di subdola sottomissione, proprio perché, a causa di questi esseri, la civiltà veniva privata della scelta di organizzarsi in modo autonomo.
In sostanza, quello che mi viene da pensare dovendo riflettere su come potrebbero organizzare o eventualmente attualizzare un eventuale remake è che molti dei significati che hanno spinto alla realizzazione di questo film nel ‘51 andrebbero quasi certamente persi. Ma per avere conferma di questo ci toccherà aspettare la fine dell’anno quando nei cinema di tutto il mondo arriverà il Remake con Keanu Reeves e Jennifer Connelly.
Stefano Monteduro
La mia socia sul blog è patita di fantascienza, ma in genere ci occupiamo di cinema a tutto campo. Ci trovi su http://controreazioni.wordpress.com/
Niente Male raga, niente male!