Domani notte è la grande notte. Non si sa perché tutti i cinefili aspettino la notte degli Oscar come se fosse Dio in persone ad assegnare i premi, fatto sta che, nonostante i precedenti che non sono certo felicissimi, basti guardare che Morricone, Scorsese e “gentaglia” varia ha dovuto faticare una vita e sfornare capolavori di continuo per meritarsi una statuetta che poi, almeno per Scorsese visto che Morricone ha ricevuto il premio alla carriera, è arrivata con una delle opere non certo delle migliori (confrontata alle altre, si intende). Insomma, a parte questa innata religiosa devozione che c’è nei confronti degli Oscar e a parte il fatto che, inspiegabilmente, anche io, che spesso non ho condiviso totalmente le loro scelte, non aspetto altro che di vedere chi trionferà cerchiamo di pronosticare al meglio delle nostre capacità cinefile e sopratutto interpretative, dico questo perché l’Accademy va solo interpretata nel modo giusto, basti guardare che da ottantanni non hanno mai svirgolato in temi di gusti e di generi da premiare.
Miglior Film: In gara per il premio più ambito dell’anno cinematografico hollywoodiano abbiamo cinque pellicole (ma io ne ho viste solo 4, domandate alla FOX il perché!) apparentemente tutte valide. Juno, commedia di una giovane ragazza rimasta incinta; Michael Clayton, un thriller politico-economico sulle grandi multinazionali e i loro sotterfugi; Il Petroliere, un dramma di un padre, cercatore di petrolio, che definiamo, con un eufemismo, egoista; Non è un Paese per Vecchi, un altro thriller ambientato nel Texas odierno e in fine Espiazione, un drama profondo e toccante sull’amore.
Senza dilungarmi potrei dire che, a mio modesto avviso, il totale favorito è Non è un Paese per Vecchi. Un film eccezionale, profondo e visivamente impeccabile che tocca e suscita le emozioni dello spettatore in maniera continua, illustra la società e il mondo odierno come una giungla dove l’interesse personale è tutto e dove il male, come spesso accade, trionfa sul bene. Assodato il fatto che, se fosse per me, il film dei fratelli Coen sarebbe già stato premiato bisogna però passare ad analizzare quello che passa nella testa dell’accademy. Non voglio dire che il film dei Coen non vincerà sicuramente, perché, rispetto agli scorsi anni e alle pellicole precedentemente in corsa per questo premio, il film del duo non è certo il più stupido. Ma la cosa che in realtà mi preoccupa, come ho detto in precedenza, è l’interpretazione contorta della giuria. A mio avviso, ripassando un po’ i vecchi vincitori scelti, il nome più ovvio che mi viene da considerare come vincitore è Il Pertoliere. Sincermanete non so di preciso il motivo per cui questa pellicola mi si presenta davanti come la preferita dell’accademy, ma indubbiamente, posso dire, che presenta quei tratti cinici tanto adorati e tanto lodati alla cerimonia del Kodak Theatre (prendi la sorprendente vittoria di Crash su Brokeback Mountain o la meno soprendente, ma valida, vittoria di The Departed su Babel o su Lettere da Iwo Jima).
Insomma, concludendo sconclusionatamente, direi questo:
Miglior Film, per me: Non è un Paser per Vecchi
Miglior Film, per l’Accademy: Il Petroliere
Miglior Regia: Ora, io non sono un esperto di tecniche registiche, ma posso sicuramente affermare che in questo caso non esista competizione. I film in gara sono: Non è un Paese per Vecchi (regia dei Fratelli Coen), Lo Scafandro e la Farfalla (Regia di Julian Schnabel), Il Petroliere (Regia di Paul Thomas Anderson), Juno (Regia di Jason Reitman) e Michael Clayton (Regia di Tony Gilroy). Senza dire troppo posso dare, quasi per certo, il fatto che i Fratelli Coen, in questa categoria avranno ben pochi rivali. Quindi:
Miglior Regia, per me e per l’Accademy: I Fratelli Coen per Non è un Paese per Vecchi
Miglior Attore-Attrice Protagonista-Non Protagonista: Anche in questo caso le certezze non sono rare, non ci sono dubbi sul fatto che come Miglior Attore Protagonista trionferà Daniel Day-Lewis (Il Petroliere), sul fatto che come Miglior Attrice Protagonista trionferà Marion Cotillard (La Vie en Rose) e sul fatto che come Miglior Attrice Non Protagonista trionferà Cate Blanchett (Io Non Sono Qui) in merito al premio di Miglior Attore non Protagonista c’è da scervellarsi parecchio. Abbiamo in corsa: Casey Affleck (L’Assassinio di Jesse James), Javier Bardem (Non è un Paese per Vecchi), Philip Seymour Hoffman (La Guerra di Charlie Wilson), Hal Holbrook (Into the Wild) e Tom Wilkinson (Michael Clayton). Ora io ho adorato tutte quante queste performance in maniera quasi uguale, a parte quella di Philip Seymour Hoffman che non mi è sembrata eccelsa come quella che butto fuori in Capote (gli valse un Oscar). Decidere quindi è abbastanza difficile, dovendo mietere un po’, con ogni probabilità toglierei dalla corsa Casey Affleck, davvero magnifico ma non ai livello degli altri, e Hall Holbrook, spaventosamente reale nel ruolo del povero vecchio bisognoso di famiglia in Into The Wild. Detto questo, quindi, rimangono Tom Wilkinson, davvero magnifico e Javier Bardem, un qualcosa di sovrumano. Mettendo forzatamente da parte tutta la mia sempre-presente soggettività posso concludere che il premio andrà, con buonissime probabilità a Javier Bardem, che obbiettivamente parlando è stato perfetto in ogni singolo attimo nel film diretto dai fratelli Coen.
Insomma:
Miglior Attore Protagonista: Daniel Day-Lewis
Miglior Attrice Protagonista: Marion Cotillard
Miglior Attore Non Protagonista: Javier Bardem
Miglior Attrice Non Protagonista: Cate Blanchett
Vedremo Domenica notte se avrò indovinato qualcosa o se, come è successo negli ultimi due anni, avrò toppato magnificamente.

